Evoluzionismo

Il mondo intorno a noi sembra caratterizzato da una certa stasi e stabilità, ma al contrario delle apparenze, la vita sulla Terra è in continuo cambiamento ed evoluzione.

Il primo scienziato a postulare l’esistenza dell’evoluzione fu Jean Baptiste de Lamarck, nel 1809 (anno di nascita di Charles Darwin).

Rappresentazione della teoria di Lamarck
Schema della teoria di Lamarck

Lamarck fu il primo scienziato a sostenere in modo convincente che i fossili altro non sono che ciò che rimane di specie viventi estinte. La sua teoria si basava sull’ereditarietà dei caratteri acquisiti: in pratica gli organismi si adatterebbero all’ambiente circostante attraverso cambiamenti nella fisionomia che verrebbero poi ereditati dalla progenie. Ad esempio, secondo Lamarck le giraffe avrebbero il collo lungo perché i loro antenati, nel tentativo di raggiungere il cibo, allungarono man mano i loro colli e poi trasmisero questa caratteristica alla loro discendenza, fino ad arrivare alle odierne caratteristiche delle giraffe. Questa concezione di evoluzione è definitatrasformista, e a tutt’oggi non è accettata, perché gli studi sulla genetica hanno provato che i tratti che un organismo può acquisire durante la vita non possono essere ereditati dai discendenti.  Un’altra teoria di stampo evoluzionista ci viene dl geologo Charles Lyell, che nel suo trattato “Principles of Geology” introduce la teoria dell’attualismo. Questa teoria si fonda essenzialmente su due punti base:

1)    Le leggi fisiche sono rimaste immutate nel corso del tempo

2)    Gli eventi geologici avvenuti in passato sono dovuti a processi naturali simili a quelli che possiamo attualmente osservare.

In pratica, questa teoria evidenzia che i fenomeni naturali avvengono in milioni di anni, e questo contribuì a gettare discredito su qualsiasi teoria riguardante eventi miracolosi o sovrannaturali che avrebbero determinato lo svolgersi della vita sulla Terra.

Sia il lamarckismo che l’attualismo ebbero influenza notevole sullo scienziato Charles Darwin, all’atto della formulazione delle sue teorie.

Non ancora ventitreenne, nel 1831, si imbarcò sul brigantino Beagle per un viaggio d’ispezione in Sud America e nel Pacifico, al termine del quale sarebbero state stese delle cartine topografiche.

Il Beagle fece numerose tappe, e questo consentì a Darwin di raccogliere numerosi campioni, e di osservare minuziosamente la flora e la fauna di quei luoghi.

Darwin scoprì resti fossili di specie estinte, e poté constatare la somiglianza con i fossili già noti in Nord America. Inoltre, assistette anche a fenomeni come terremoti, e poté osservare come i torrenti erodano il terreno. Da qui si rafforzò ancora la sua convinzione che a determinare le caratteristiche morfologiche della Terra siano fenomeni naturali.Nel 1835, il Beagle fece tappa alle isole Galapagos (in spagnolo, “tartarughe”), e vi  rimase per cinque settimane, durante le quali Darwin iniziò a formulare ipotesi sull’evoluzione della vita.

Isole Galapagos

Darwin constatò che seppure le Galapagos e le isole di Capo Verde siano piuttosto simili per clima e topografia, ospitano fauna e flora molto differenti; inoltre notò che le specie viventi erano molto simili a quelle osservate in Sud America, ma differivano per alcuni curiosi particolari: era come se quegli organismi si fossero originati in Sud America per poi modificarsi sulle Galapagos, per meglio adattarsi all’ambiente circostante.Gli appunti di Darwin furono elaborati nel giro di vent’anni,  e pubblicati in un monumentale trattato, “On the origin of Species” (L’origine delle Specie).

Vari adattamenti del becco dovuti alle variazioni del tipo di territorio circostante

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